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ilcampione240318Terlizzi. Nell’ambito del corso di formazione sul tema “L’ Attività motoria e sportiva per persone con disabilità: postura, salute rieducazione, riabilitazione, attività paralimpica”, promosso dal CSAIN Comitato Provinciale di Bari, presieduto da Domenico De Candia, è intervenuto in qualità di testimone il campione paralimpico nella specialità del ciclismo e del nuoto, il terlizzese Luca Mazzone.

Il corso, rivolto a docenti delle scuole di ogni ordine e grado, ad istruttori e tecnici sportivi si è articolato in due fasi: una teorica, tenutasi presso la sede comunale di Lamascotella e una pratica presso il Palapoli.

Interessanti dal punto di vista tecnico tutte le relazioni degli esperti intervenuti che hanno relazionato su: postura, attività psico-motorie, disabilità fisiche, intellettive, relazionali e sensoriali. Il dott. Manfredi, dirigente medico del Giovanni XXIII di Bari ed esperto in attività inclusive per persone con disabilità e sport paralimpici ha relazionato sull'argomento: “dalla riabilitazione, alla rieducazione, alla attività sportiva agonistica e paralimpica”.

Testimonial d’eccezione il pluripremiato Mazzone, ospite dalle più alte cariche istituzionali ed importanti salotti ed eventi proprio per il suo ruolo di impegno civile e sportivo.

Luca ha voluto raccontare la sua storia che fosse di monito a tanti ragazzi che si sentono invincibili e super eroi. Ha detto di essere testimone di se stesso, di come dalle cadute ci si può rialzare e riprendere a vivere, trovando delle valide motivazioni, stimoli ed obiettivi.

Mazzone era un ragazzone che pesava oltre novanta chili, praticava tanti sport tra cui calcio, palestra e nuoto. Un giorno assolato, all’età di 19 anni, dopo aver effettuato tanti tuffi in località Trincea a Giovinazzo, si sposta su un altro scoglio e si lancia nuovamente in acqua.

Questo ultimo tuffo gli è fatale, gli provoca una lesione midollare cervicale. La situazione viene ulteriormente aggravata dai soccorsi non condotti nella maniera proprio idonea che peggiorano la sua già grave situazione. Ha quindi relazionato della sua patologia e del suo calvario di cure essendo alla presenza di un uditorio formato da tecnici ed esperti.

Ha poi parlato del suo gioiello, la sua handbike di sua invenzione che ha costi altissimi, dagli 8 ai 15.000 euro, essendo in fibra di carbonio. E’ questo uno sport per pochi, ci ha tenuto a ribadire Mazzone, proprio per questo motivo.

Ha continuato il suo racconto parlando della riabilitazione fino al raggiungimento delle medaglie olimpiche prima nella disciplina del nuoto e poi in quella dell’ handbike.

Le emozioni di Sydney, i Mondiali, la Coppa del Mondo, i Giochi Paraolimpici di Pechino, le delusioni, il ritiro dalle vasche, hanno costellato il suo racconto sportivo a cui si è affiancato quello umano. Il conseguimento del diploma, il metter su famiglia; quindi l’atleta, lo sportivo, ma anche l’uomo.

Senza piangersi addosso ha rievocato i mesi in ospedale, le amarezze nel nuoto e la nuova sfida con l’handbike, che gli ha risollevato il morale perché ha rappresentato una nuova sfida. Dopo aver lasciato le vasche era ingrassato e aveva difficoltà nei movimenti essendosi appesantito; decide quindi di darsi una mossa e buttarsi in questa nuova impresa, dopo aver ritrovato una bicicletta in garage.

Mazzone ha puntato molto sul binomio alimentazione-salute, essendo due elementi estremamente connessi e collegati.

Il suo intervento autorevole, vero e qualificato è stata una vera lezione dal punto di vista umano e sportivo. Mazzone ringrazia lo sport perché gli ha dato modo di reagire, affrontare le difficoltà della vita, uscire allo scoperto dopo l’incidente, riprendere in mano la sua esistenza anche dal punto di vista personale.

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ilcampione240318Terlizzi. Nell’ambito del corso di formazione sul tema “L’ Attività motoria e sportiva per persone con disabilità: postura, salute rieducazione, riabilitazione, attività paralimpica”, promosso dal CSAIN Comitato Provinciale di Bari, presieduto da Domenico De Candia, è intervenuto in qualità di testimone il campione paralimpico nella specialità del ciclismo e del nuoto, il terlizzese Luca Mazzone.

Il corso, rivolto a docenti delle scuole di ogni ordine e grado, ad istruttori e tecnici sportivi si è articolato in due fasi: una teorica, tenutasi presso la sede comunale di Lamascotella e una pratica presso il Palapoli.

Interessanti dal punto di vista tecnico tutte le relazioni degli esperti intervenuti che hanno relazionato su: postura, attività psico-motorie, disabilità fisiche, intellettive, relazionali e sensoriali. Il dott. Manfredi, dirigente medico del Giovanni XXIII di Bari ed esperto in attività inclusive per persone con disabilità e sport paralimpici ha relazionato sull'argomento: “dalla riabilitazione, alla rieducazione, alla attività sportiva agonistica e paralimpica”.

Testimonial d’eccezione il pluripremiato Mazzone, ospite dalle più alte cariche istituzionali ed importanti salotti ed eventi proprio per il suo ruolo di impegno civile e sportivo.

Luca ha voluto raccontare la sua storia che fosse di monito a tanti ragazzi che si sentono invincibili e super eroi. Ha detto di essere testimone di se stesso, di come dalle cadute ci si può rialzare e riprendere a vivere, trovando delle valide motivazioni, stimoli ed obiettivi.

Mazzone era un ragazzone che pesava oltre novanta chili, praticava tanti sport tra cui calcio, palestra e nuoto. Un giorno assolato, all’età di 19 anni, dopo aver effettuato tanti tuffi in località Trincea a Giovinazzo, si sposta su un altro scoglio e si lancia nuovamente in acqua.

Questo ultimo tuffo gli è fatale, gli provoca una lesione midollare cervicale. La situazione viene ulteriormente aggravata dai soccorsi non condotti nella maniera proprio idonea che peggiorano la sua già grave situazione. Ha quindi relazionato della sua patologia e del suo calvario di cure essendo alla presenza di un uditorio formato da tecnici ed esperti.

Ha poi parlato del suo gioiello, la sua handbike di sua invenzione che ha costi altissimi, dagli 8 ai 15.000 euro, essendo in fibra di carbonio. E’ questo uno sport per pochi, ci ha tenuto a ribadire Mazzone, proprio per questo motivo.

Ha continuato il suo racconto parlando della riabilitazione fino al raggiungimento delle medaglie olimpiche prima nella disciplina del nuoto e poi in quella dell’ handbike.

Le emozioni di Sydney, i Mondiali, la Coppa del Mondo, i Giochi Paraolimpici di Pechino, le delusioni, il ritiro dalle vasche, hanno costellato il suo racconto sportivo a cui si è affiancato quello umano. Il conseguimento del diploma, il metter su famiglia; quindi l’atleta, lo sportivo, ma anche l’uomo.

Senza piangersi addosso ha rievocato i mesi in ospedale, le amarezze nel nuoto e la nuova sfida con l’handbike, che gli ha risollevato il morale perché ha rappresentato una nuova sfida. Dopo aver lasciato le vasche era ingrassato e aveva difficoltà nei movimenti essendosi appesantito; decide quindi di darsi una mossa e buttarsi in questa nuova impresa, dopo aver ritrovato una bicicletta in garage.

Mazzone ha puntato molto sul binomio alimentazione-salute, essendo due elementi estremamente connessi e collegati.

Il suo intervento autorevole, vero e qualificato è stata una vera lezione dal punto di vista umano e sportivo. Mazzone ringrazia lo sport perché gli ha dato modo di reagire, affrontare le difficoltà della vita, uscire allo scoperto dopo l’incidente, riprendere in mano la sua esistenza anche dal punto di vista personale.

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