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mimmocon100418Terlizzi. Omaggio a Mimmo Conenna; una presentazione di Massimo Bignardi.
La memoria è immaginazione, questo secondo il punto di vista ereditato dal pensiero di Bergson. Il ricordo di Mimmo Conenna, a venti anni dalla sua scomparsa è, per noi amici, l’insieme di immagini che legano la sua esperienza creativa, l’universo di frammenti della realtà ricomposti nelle forme di oggetti carichi di ironia, alla sua figura. Mimmo rimane per noi l’artista che amava la vita e la sua terra, la Puglia.
L’Argonauta Conenna transita con la sua nave spaziale e attraversa il luogo delle sue origini. La latta stampata ci porta nelle trame di una narrazione fatta di doppi sensi, di analogie tra segno e forma, di giochi di parole: sullo sfondo, rifacendoci a Freud, v’è l’energia catartica del motto di spirito che conferisce al riso il senso di svuotamento emozionale che libera l’inconscio.
Con Mimmo il pensiero va al gruppo di giovani che, negli anni ottanta, intorno a lui diedero vita, a Bari, all’esperienza della Cooperativa. È stato uno spazio di creatività contagiosa; un luogo di mostre, di dibattiti, di progetti, di partecipazione, energia di una generazione che si è fatta testimone di un tempo d’incertezze. Paolo, Teo alfieri ai lati della scacchiera, dialogavano in diagonale con gli altri pezzi degli scacchi: artisti che ho imparato, nel tempo, a conoscere grazie a lui, l’Argonauta. Aveva messo su una vera propria enclave, dal perimetro irregolare, incastrata nel cuore di una scena culturale, quella barese, che, nella stagione fertile dell’Expo Arte, dialogava alla pari con altre realtà nazionali.
A vent’anni dalla sua partenza l’Argonauta ha ripreso l’elmo, indossato i suoi amati Ray-Ban ed ha lasciato la cella dell’universo galattico, per far ritorno nella realtà delle cose. In quella realtà che vive sul margine tra le immagini calcificatesi nella nostra coscienza e il corpo concreto delle sue opere.
La navicella sosterà, non a lungo, nello spazio dell’Edicola Rara: come gli argonauti ci prepariamo a partire verso nuove terre dell’immaginazione
”.

Appuntamento a venerdì 4 maggio alle ore 17.00 presso Edicola RaRa in via de Cristoforis nel centro storico di Terlizzi.

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mimmocon100418Terlizzi. Omaggio a Mimmo Conenna; una presentazione di Massimo Bignardi.
La memoria è immaginazione, questo secondo il punto di vista ereditato dal pensiero di Bergson. Il ricordo di Mimmo Conenna, a venti anni dalla sua scomparsa è, per noi amici, l’insieme di immagini che legano la sua esperienza creativa, l’universo di frammenti della realtà ricomposti nelle forme di oggetti carichi di ironia, alla sua figura. Mimmo rimane per noi l’artista che amava la vita e la sua terra, la Puglia.
L’Argonauta Conenna transita con la sua nave spaziale e attraversa il luogo delle sue origini. La latta stampata ci porta nelle trame di una narrazione fatta di doppi sensi, di analogie tra segno e forma, di giochi di parole: sullo sfondo, rifacendoci a Freud, v’è l’energia catartica del motto di spirito che conferisce al riso il senso di svuotamento emozionale che libera l’inconscio.
Con Mimmo il pensiero va al gruppo di giovani che, negli anni ottanta, intorno a lui diedero vita, a Bari, all’esperienza della Cooperativa. È stato uno spazio di creatività contagiosa; un luogo di mostre, di dibattiti, di progetti, di partecipazione, energia di una generazione che si è fatta testimone di un tempo d’incertezze. Paolo, Teo alfieri ai lati della scacchiera, dialogavano in diagonale con gli altri pezzi degli scacchi: artisti che ho imparato, nel tempo, a conoscere grazie a lui, l’Argonauta. Aveva messo su una vera propria enclave, dal perimetro irregolare, incastrata nel cuore di una scena culturale, quella barese, che, nella stagione fertile dell’Expo Arte, dialogava alla pari con altre realtà nazionali.
A vent’anni dalla sua partenza l’Argonauta ha ripreso l’elmo, indossato i suoi amati Ray-Ban ed ha lasciato la cella dell’universo galattico, per far ritorno nella realtà delle cose. In quella realtà che vive sul margine tra le immagini calcificatesi nella nostra coscienza e il corpo concreto delle sue opere.
La navicella sosterà, non a lungo, nello spazio dell’Edicola Rara: come gli argonauti ci prepariamo a partire verso nuove terre dell’immaginazione
”.

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