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dalleemozioni030218Terlizzi. Il giornalista, editorialista e scrittore Renato Brucoli racconta la sua esperienza con i ragazzi.

"Aula magna stracolma, alla Scuola primaria don Bosco di Terlizzi, per approfondire, insieme agli educatori e agli esperti, la pedagogia delle emozioni nel pensiero di san Giovanni Bosco e don Tonino Bello.
Per quanto mi riguarda, ho sostenuto che don Tonino Bello un’emozione l’ha inglobata perfino nel suo motto episcopale: la gioia. E che la stessa ritroviamo al vertice del documento conciliare a lui più caro: la Gaudium et Spes, con cui la Chiesa diventa “simpatica” (manifesta cioè la sua forte simpatia per il mondo) ed “empatica” nei confronti dell’umanità tutta intera.
L’empatia è la madre di tutte le emozioni, mentre l’indifferenza ne è il cancro.
Le emozioni ci rendono estatici nel duplice movimento verso l’alto e verso l’altro.
Risultano fondamentali nel processo educativo che accompagna e prepara a vivere una vita di responsabilità, relazionale, collaborativa.
Ho infine sciorinato l’ampio ventaglio delle emozioni che don Tonino definirebbe da “brivido d’eternità”, parenti strette delle “sovrumane gioie dello spirito”: la felicità per la nascita di un amore, per l’arrivo di una creatura che riempie la casa di luce, per la letizia di un abbraccio sincero, di fronte alla fragilità tenerissima di cui si riveste la bellezza, per il colore dei prati, il profumo dei fiori, le luci del firmamento, il respiro delle cose, le modulazioni musicali... Invitando gli educatori a farne tesoro
".

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dalleemozioni030218Terlizzi. Il giornalista, editorialista e scrittore Renato Brucoli racconta la sua esperienza con i ragazzi.

"Aula magna stracolma, alla Scuola primaria don Bosco di Terlizzi, per approfondire, insieme agli educatori e agli esperti, la pedagogia delle emozioni nel pensiero di san Giovanni Bosco e don Tonino Bello.
Per quanto mi riguarda, ho sostenuto che don Tonino Bello un’emozione l’ha inglobata perfino nel suo motto episcopale: la gioia. E che la stessa ritroviamo al vertice del documento conciliare a lui più caro: la Gaudium et Spes, con cui la Chiesa diventa “simpatica” (manifesta cioè la sua forte simpatia per il mondo) ed “empatica” nei confronti dell’umanità tutta intera.
L’empatia è la madre di tutte le emozioni, mentre l’indifferenza ne è il cancro.
Le emozioni ci rendono estatici nel duplice movimento verso l’alto e verso l’altro.
Risultano fondamentali nel processo educativo che accompagna e prepara a vivere una vita di responsabilità, relazionale, collaborativa.
Ho infine sciorinato l’ampio ventaglio delle emozioni che don Tonino definirebbe da “brivido d’eternità”, parenti strette delle “sovrumane gioie dello spirito”: la felicità per la nascita di un amore, per l’arrivo di una creatura che riempie la casa di luce, per la letizia di un abbraccio sincero, di fronte alla fragilità tenerissima di cui si riveste la bellezza, per il colore dei prati, il profumo dei fiori, le luci del firmamento, il respiro delle cose, le modulazioni musicali... Invitando gli educatori a farne tesoro
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